Fonte:
www.nuovaalleanzapersanvito.com/organizzazione-amministrativa-comunale.html
Condizione indispensabile per attuare il programma comunale è quella di favorire un processo di ottimizzazione e modernizzazione dell'organizzazione dell'Ente che coinvolga il personale, la modalità di erogare i servizi pubblici, la pianificazione economica e il controllo di gestione.
Questo obiettivo, però, si potrà raggiungere solo se amministratori e dipendenti si sentiranno reciprocamente motivati e stimolati nella pianificazione e realizzazione del programma.
E' intenzione arrivare al rinnovo dell'organizzazione amministrativa attraverso:
- una migliore valorizzazione e ottimizzazione delle risorse umane;
- una pianificazione più rispondente alle reali esigenze dei cittadini;
- un più attento controllo di gestione della struttura;
- il decentramento di alcuni servizi, ritenuti prioritari, a Sant'Apollinare e San Vito Marina, anche attraverso più canali di accesso, fisici e virtuali;
- il riesame di quei servizi che, gestiti esternamente, non forniscono risposte positive in termini di efficienza, efficacia ed economicità;
- il rispetto della legalità e della trasparenza amministrativa;
- l’istituzione del Difensore Civico a tutela dei legittimi interessi del cittadino;
- lo svolgimento periodico di Consigli Comunali sia alla Marina che a Sant’Apollinare.
Da come potete vedere, sul programma per elezioni della lista nuova alleanza per San Vito, al capitolo " Organizzazione amministrativa comunale, al punto 8, si sancisce una volontà, seppur dovuta in democrazia, di trasparenza e di legalità amministrativa".
Questo significa che la lista che poi sarebbe diventata maggioranza in consiglio comunale si impegnava pubblicamente per assicurare la tenuta di una chiarezza e di una pluralità politica sugli atti amministrativi.
Grosso clamore infatti vi era stato durante la campagna elettorale quando gli esponenti della lista di centro destra avevano attaccato la vecchia amministrazione de Gabbiano, contestandoli su alcune azioni amministrative poco chiare, a dir loro, mai comunque dimostrate fino in fondo. (Chiariamo per dovere di cronaca).
Ad oggi ci ritroviamo a sottolineare un operazione, poco chiara, sia da un punto di vista politico sia da quello istituzionale ed amministrativo.
L'appalto per " LAVORI DI MANUTENZIONE STRAORDINARIA MOLO ED AREE CIRCOSTANTI E RELATIVO ARREDO URBANO". In pratica i lavori di consolidamento e di rifacimento del molo, con un'aggiunta sostanziale di nuovi scogli per proteggere il porto dalle mareggiate, ed un secondo lavoro di ristrutturazione della camminata con toppe di cemento e applicazione di una lastra di marmo (4 cm di altezza) per tutta la lunghezza del muretto sul lato nord del molo.
Dicevamo di due aspetti importanti da sottolineare, uno quello della scelta politico-amministrativa, del marmo sul muretto, che non credo abbia vita lunga e che sembra un lifting su di un volto segnato da freddo, vento e vecchiaia.
Ma questo aspetto è sicuramente opinabile, in base alle prospettive di un rilancio del lungomare di Gualdo, che a nostro modo di vedere, non ha bisogno di opere marginali ma ha bisogno di un impianto di valorizzazione importante.
Si dirà, "non abbiamo i soldi" ma vorrei sottolineare che questa lunga lingua di marmo affacciato sul mare, ha un costo, solo di acquisto di 19590,42 euro, non poco.
Cifra quest'ultima non sufficiente a poter cambiare volto al lungomare, ma significativa per capire che questi pochi soldi che abbiamo non vengono indirizzati nella maniera adeguata.
Secondo aspetto ben più importante, è l'assegnazione di questo appalto.
Sotto i 40.000 euro di lavoro, la legge permette l'affidamento diretto dei lavori ad una ditta, senza l'utilizzo di gare di appalto pubbliche. I lavori in questione rientrano in questa categoria perchè appaltati per una cifra vicina ai 30.000 euro.
A questo punto arrivano le riflessioni da fare.
I lavori sono stati proposti ed approvati con Delibera di Giunta Comunale, (non discussa preventivamente in consiglio comunale, forse per evitare critiche e rimostranze della minoranza)
n° 38 del 19/06/2008, con motivazioni che riguardano la sistemazione dell'area perchè ritenuta degradata, in previsione dell'approssimarsi della stagione estiva.
Successivamente l'ufficio tecnico del Comune di San Vito ha inviato una nota (n°11243 dell' 08/10/2008) alla ditta Bucco Alberto di San Vito Chetino per far pervenire un offerta al ribasso sul prezzo stabilito per i lavori del porto. La ditta in questione si è aggiudicata l'appalto con un ribasso del 2,06%.
La stessa ditta una volta aver ottenuto l'incarico dal comune, ha subbappaltato i lavori riguardanti l'arredo urbano ( la messa in posa del marmo) alla ditta D'Alessandro di San Vito Chietino.
Dal punto di vista legale, per quanto da me concepito, per le leggi in vigore non vi sono irregolarità.
Il problema risiede nella valutazione dell'amministrazione, che in una affidamento diretto dei lavori ha affidato gli stessi a due ditte molto vicine a due consiglieri comunali di maggioranza.
Il primo Vito Verì, ex socio dell'appaltatore Bucco Alberto.
Il secondo Massimo D'Alessandro, nonchè delegato allo sport, (quasi un assessore) parente stretto della ditta subbappaltatrice D'Alessandro di San Vito Chietino.
A conferma di quello che dico vi linko i documenti ufficiali del comune su quest'appalto.
(BASTA CLICCARE PER VEDERE)
DOCUMENTI AMMINISTRATIVI
Non credo che dal punto di vista amministrativo il comune di San Vito riesca rinvigorito da questo spezzato istituzionale, anzi penso che queste logiche politiche, classiche della prima repubblica, non devano più risiedere nell'azione governativa.
Come cittadini prima di tutto e come soggetto politico riteniamo questi accadimenti non in linea con un azione amministrativa lineare e totalmente trasparente, e dissentiamo siamo dal punto di vista della scelta della tipologia dei lavori effettuati sia sulla metodologia di affidamenti degli stessi.
Roberto Nardone