VASTO AL PETROLIO
DA PRIMA DA NOI.IT
VASTO. C'e' il petrolio al largo della spiaggia di Punta Penna, a Vasto (Chieti). Lo conferma un
comunicato della Mog, Mediterranean oil and gas, società londinese specializzata nella ricerca dell'oro nero, che ha sede anche a Roma.
Una bella notizia per la società che sta conducendo i lavori da alcuni mesi. Una cattiva notizia per chi dovrà rassegnarsi all'idea che la costa sia diventata zona da spremere per ricavarci petrolio.
Da tempo ormai sono visibili due piattaforme una al largo di San Vito ed una visibile da Vasto entrambe riconducibili alla stessa ricerca. Un giacimento che dai primi rilevamenti sembrerebbe imponente.
La notizia è arrivata proprio dalla Mog che ha spiegato i risultati ottenuti delle trivellazioni eseguite tramite la piattaforma Ombrina Mare 2 dinanzi alla spiaggia di Punta Penna, nella riserva naturale di Punta Aderci.
Il petrolio c'e' e l'obiettivo della societa' di Londra e' arrivare agli stessi livelli del pozzo gemello, denominato Ombrina Mare 1, ovvero 400 barili di greggio al giorno.
«E' un momento molto entusiasmante per la compagnia – ha commentato Sergio Morandi, amministratore delegato della Mog - e il coronamento di un duro lavoro».
La societa' ha adesso in programma test di produzione approssimativamente nelle 2- 3 settimane successive al completamento di un pozzo orizzontale.
Il tutto dovrebbe avvenire entro i primi giorni di giugno.
Il programma per l'Ombrina Mare 2, infatti, adesso prevede: l'esecuzione di test per il recupero di campioni di fluidi per analizzare le caratteristiche del petrolio presente nel pozzo, la creazione di un buco orizzontale, portare a termine un test di produzione completo attraverso il pozzo orizzontale.
Poi bisognerà proseguire con la valutazione del potenziale di flussi di produzione ottenibili attraverso il suddetto pozzo orizzontale come e' stato fatto nei casi di Rospo Mare e Val d'Agri.
Le riserve certificate per Ombrina 1 sono 5 milioni di barili.
Per Ombrina 2 la societa' stima tra i 23 e 60 milioni di barili.
Solo da pochi anni l’Abruzzo si è scoperto essere depositario dell’oro nero dopo che nel 2001 a pochi chilometri di distanza si è scoperto un altro giacimento in territorio ortonese denominato Miglianico 1 da parte dell’Eni. Proprio in quella zona la società costruirà un centro oli, già avversato dalla popolazione residente perché ritenuto in contrasto con la vocazione naturale di colture e turismo.
Resta ora da capire quale tipo di impatto sulla vita sociale abruzzese avrà questa ennesima scoperta in mare, se cioè il greggio sarà lavorato in Abruzzo o prenderà il largo direttamente senza passare da uno dei nostri porti.
Questa la risposta delle associazioni vastesi
dal centro di giovedì 22 Maggio
VASTO. Notizie certe e trasparenza da parte delle autorità. Gli ambientalisti chiedono di sapere che cosa accadrà al largo e sulla costa dopo il ritrovamento del petrolio davanti al litorale.
«Ho appreso la notizia direttamente dal sito della Mog, Mediterranean oil and gas, la società londinese specializzata nella ricerca dell’oro nero, e ho provveduto a far tradurre il comunicato in italiano», spiega Lino Salvatorelli (nella foto), responsabile Arci, «il documento non lascia ombra di dubbio, di contro nessuna autorità locale ha ritenuto di dover rendere nota la notizia». Ed è questo che preoccupa in particolare gli ambientalisti che assistono perplessi al potenziamento di alcune aziende che si occupano di prodotti petroliferi sia nel Vastese che nell’Ortonese.
Tuttavia perplessità e dubbi, a parere della Capitaneria di porto di Ortona, sono ingiustificate. «Un’eventuale campagna di estrazione che comincerà dopo l’ottenimento di una regolare concessione, non può che portare benefici economici. La Mog è una grande società. I rischi per la costa sono nulli», assicura il comandante Giuseppe Famà. «Tutto ciò che avviene in mare è monitorato costantemente dai ministeri dell’Ambiente, della Navigazione e dei Trasporti», ricorda l’ufficiale.
«Se le cose stanno così, perché allora la notizia del petrolio non è stata diffusa quando due settimane fa i consiglieri comunali di An, Lorenzo Russo e Dario Ciancaglini hanno presentato all’amministrazione comunale una interrogazione chiedendo i motivi della presenza delle piattaforme nell’Adriatico del Vastese?», domanda Ethelwardo Sigismondi (An-Pdl).
«A questo punto chiediamo al sindaco Luciano Lapenna un incontro urgente per sapere quali ricadute può avere la notizia per il turismo vastese». «Chiarezza a trasparenza sono due elementi indispensabili per ottenere fiducia e tranquillità», incalza il rappresentante del centrodestra, «se davvero il ritrovamento del petrolio non porterà danni ambientali, An sarà la prima ad essere contenta. E’ importante però sapere se e fino a che punto il ritrovamento del pozzo marino potrà influire anche sull’economia del Vastese».
Da come avete potuto intuire a Vasto tutte le forze politiche, le associazioni, i singoli cittadini sono scesi in campo per cercare di trovare una soluzione al problema piattaforma;
Destra, sinistra e centro stanno lavorando per creare un momento di incontro pubblico per spiegare e spiegarsi i problemi ricollegati alla questione petrolio.
Invece a SAN VITO, chi ha portato all'attenzione della cittadinanza il problema, è stato minacciato di denunce alla procura della repubblica, chi ha denunciato è stato indicato come allarmista o solito disfattista.
Non si collabora nemmeno per i macro problemi che riguardano tutti indistintamente, per mera convenienza politica, per disattenzione, per mancanza di esperienza, per menefreghismo.
Questo è quello che ci ritroviamo, questo è quello che nel maggio scorso le urne hanno prodotto.
Riflettete..
Roberto Nardone